VIAGGIO IN MAROCCO

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Dopo vari mesi di preparazione siamo finalmente partiti con i camper, destinazione: lo sconosciuto Marocco. Gli equipaggi formati da Adriana e Walter su Mobilvetta Opera Iveco 35-12 e Lilly e Quirino su Rimor Ducato, pensionati desiderosi di nuove avventure, iniziano nella tarda mattinata il trasferimento da Roma (in data 29/01/06) verso la Francia.

Attraversiamo, in autostrada, la zona compresa tra Genova e Ventimiglia con abbondante neve sui rilievi, senza problemi raggiungendo nella serata Antibes dove pernottiamo. Ripartiamo la mattina del 30 gennaio con un tempo piovigginoso e raggiungiamo nella serata Bezier, dove abbiamo cenato in una buffetteria (www.la-buffetteria.com) dove con 13,99 euro a persona è possibile mangiare a buffet fino a sei piatti. Dopo la soddisfacente cena andiamo a dormire avendo posteggiato i camper nel parcheggio adiacente. Il giorno 31 siamo andati visitare la famosa Rennes-le Chateau (chi ha letto “Il codice Da Vinci” sa di cosa sto parlado) attraversando la località abitata anticamente dai Catari e le adiacenti campagne alluvionate. Essendo a conoscenza della zona d’allevamento di ostriche decidiamo di fermarci per acquistarne un po’, veramente deliziose! Consiglio agli amici camperisti di fare rifornimento di carburante presso le pompe adiacenti i supermercati, dove il gasolio è meno caro. Attraversata la frontiera con la Spagna (La Jonquera) pernottiamo a Maigrat de Mar in un parcheggio vicino al mare. La tappa successiva è stata Alicante dove ci siamo fermati a dormire su un ampio piazzale adibito, nei giorni festivi, a mercato. Salobrena e il porto di Tarifa, le tappe successive. Imbarco a Tarifa e dopo circa 50 minuti siamo sbarcati a Tangeri. ( Costo traghetto a/r 240 euro.) Inizia l’avventura Marocchina! In dogana tutto ok, salvo la proverbiale lentezza delle persone preposte ai controlli. Arriviamo nella serata nella città di Larache dove troviamo un campeggio gratuito…molto accogliente, dove possiamo cenare abbondantemente (coperto+ otto sogliole+ patatine= 70 dirham, circa 7 euro). La religione mussulmana non consente bevande alcooliche. Ripartiamo il giorno successivo (4 febbraio) con uno splendido clima primaverile e arriviamo nella serata presso la cittadina di Zemamra dove chiediamo a dei poliziotti la disponibilità per pernottare vicino la caserma. Debbo affermare che sono rimasto piacevolmente sorpreso della totale disponibilità dimostrata dagli agenti che per una maggiore sicurezza hanno consigliato di rimettere le biciclette, che portavamo al seguito, all’interno della gendarmeria. All’indomani, dopo aver ringraziato il personale, ci dirigiamo verso la città di Agadir, ma dopo alcuni chilometri ci aspetta una brutta sorpresa: veniamo sorpresi da un autovelox mobile e non possiamo evitare una multa di circa 40 euro, ma dobbiamo riconoscere che i vigili sono stati molto cordiali riducendo l’importo a 20 euro. In serata raggiungiamo Agadir, facendo sosta nel camping Internazionale gestito dal simpatico Mustafà, dove troviamo molti francesi e italiani. Qui rimaniamo per tre giorni visitando nel frattempo l’antica casbak, il suq, all’interno del quale abbiamo pranzato con la specialità marocchina: il tajine. Per girare all’interno della città abbiamo utilizzato (al costo di € 1,50) un trenino guidato da un cordialissimo berbero. C’è un gran supermercato Marjane nel cui enorme parcheggio è disponibile un punto con carico e scarico delle varie acque. Il 10 febbraio con un tempo inclemente (pioggia e vento anche se la temperatura media si aggira sui 20/25 gradi) ci dirigiamo verso la favolosa Taroudannt che raggiungiamo al tramonto pernottando in un punto sosta gratuito, (è comunque doveroso lasciare una mancia ai sorveglianti). Il giro della città, con mura merlate costruite con fango rosso e paglia, l’abbiamo effettuato utilizzando una carrozzella, mentre all’orizzonte s’intravedevano le cime dei monti coperti di neve. Un buon consiglio è contrattare qualsiasi acquisto o servizio si chieda, i nativi sono molto affabili ma con i turisti alzano i prezzi! Il costo dei campeggi varia da quattro a sette euro e alcuni punti sosta da un euro e cinquanta centesimi a tre euro. Per telefonare è bene munirsi di schede telefoniche locali, utilizzare i cellulari è decisamente molto costoso. Il trasferimento successivo ci porta a Tafraoute nell’incantevole valle d’Ameln cosparsa di palme e rocce levigate di notevoli dimensioni tra cui una formazione rocciosa chiamata, il cappello di Napoleone. Pernottiamo nel campeggio comunale cenando in un locale adiacente e notiamo con una certa curiosità che il cameriere aveva anche le funzioni di sorvegliante del campeggio. Giungiamo a Sidi Ifni in un giorno di mercato, comprando alcune cose davvero convenienti, e ci dirigiamo poi in un punto sosta a circa dieci chilometri da lì in una località, Legzira, famosa per due archi di pietra protesi nel mare con una spiaggia naturale molto estesa. A Tiznit incontriamo il nostro amico Claudio che rientra da Dakhla, e organizziamo una cena all’aperto, grazie alla temperatura primaverile. Qui visitiamo la sorgente blu , facciamo una passeggiata nella città vecchia e nel souq degli orefici dove possiamo acquistare dei bellissimi gioielli berberi. Il 14 febbraio salutiamo Claudio e la moglie Odda che ripartono per Merzouga mentre noi ci dirigiamo verso Abainou, zona termale dove ci siamo rilassati in una piscina d’acque molto calde. Breve sosta a La Plage Blanche, Tan Tan, perseguitati dal vento incessante misto a sabbia. Le tappe successive sono state: El Ouatia, dove è stato costruito un porto per la flotta dei pescherecci; Sidi Akhfennir, dove il carburante costa mediamente il 40% in meno che nel resto del paese; Guelmini e Tamraght, infine ci siamo spostati sulle rive dell’Atlantico. Il 24 febbraio siamo in viaggio per Taroudannt, poi Ouarzazate dove abbiamo finalmente trovato un campeggio decente e un tajine servitoci nel camper veramente ottimo. Abbiamo visitato la kasbah, la medina e il quartiere ebraico accompagnati da una guida che parlava italiano e che ci ha fatto visitare interni di case abitate generalmente non accessibili. Ripartiamo per la Valle e le Gole del Dades, con una visita alla Gola del Todra particolare per i vari colori dei terreni circostanti, arriviamo a Rissani circondata da palme e ruderi dove incontriamo due personaggi, a bordo di un fuoristrada, che si offrono di accompagnarci a Merzouga. Non appena giunti ci fermiamo in un camping, suggerito dai nostri accompagnatori, parcheggiamo i nostri mezzi vicino ad altri camper e ad alcune tende abitate da famiglie touareg molto riservate; a poca distanza la magnificenza delle dune di sabbia del deserto sahariano denominato erg Sole, passeggiate, partite a carte sotto le palme (vento permettendo) hanno contraddistinto le nostre due giornate terminate in occasione di una tempesta di sabbia che ci ha fatto letteralmente fuggire. Raggiungiamo il paese di Tauz. Il 27 febbraio, sotto la pioggia, rientro ad Ouarzazate percorrendo la Valle del Draa. Dopo tale escursione è stato necessario ricorrere ad un autolavaggio (6 euro) per rimuovere la sabbia accumulatasi in tutti gli angoli del mezzo e bloccando parzialmente il funzionamento del predellino e delle portiere. Il primo marzo finalmente senza vento e con un sole accecante abbiamo raggiunto la casbah d’Ait Benhaddou, luogo utilizzato come set cinematografici di vari film tra cui: Il Gladiatore. Per raggiungere il sito e visitarlo all’interno con l’ausilio di una guida è stato necessario attraversare un guado a dorso di un mulo, il panorama è comunque magnifico. Per arrivare a Marrakech è stato necessario utilizzare, dato alcune manifestazioni in corso, un percorso alternativo le cui strade non asfaltate, fangose e strette hanno creato un po’di problemi ai camper. fortunatamente i marocchini, molto generosi, si sono attivati e alla fine il problema è stato risolto, permettendoci di raggiungere nella serata la periferia della città. La mattina, dopo aver pernottato in un parcheggio adiacente un ristorante, ci siamo recati al centro della città dove esiste un punto sosta camper angusto e sovraffollato, e abbiamo deciso di optare per un’area antistante l’aeroporto. Utilizzando un taxi siamo andati a visitare il Palazzo d’El-Badi, molto caratteristico, e con una bella passeggiata nel labirinto di souq abbiamo raggiunto piazza Djemaa el- Fna. La confusione è indescrivibile: bancarelle varie con ogni sorta di cibo cotto sul posto, cantastorie, scimmiotte addestrate e anche giovani donne che vendono pane e biscotti in ceste di vimini! Il 4 marzo siamo partiti per Essauria, località di mare con un vento impetuoso e sabbia dappertutto; Safi è più tranquilla con la fortezza costruita dai portoghesi che si affaccia su uno splendido golfo. Presso Oualidia abbiamo pernottato in riva alla laguna gustando una cena a base d’ostriche freschissime. La destinazione successiva è stata El-Jadida, località balneare, di lì Casablanca con il suo caos di città quasi occidentale. Raggiungere il campeggio “ Oasis” non è stato facile ma alla fine siamo stati premiati dalla visione imponente della moschea di Hassam II. Il monumento religioso, affacciato sull’Atlantico, è una delle poche costruzioni religiose islamiche accessibili, con visita guidata, ai non mussulmani ed è a mio avviso una delle opere più belle esistenti. Il 10 marzo visitiamo Volubilis con suggestivi monumenti romani e la sacra città di Moulay Idriss dove abbiamo conosciuto un italiano, Giovanni, amante del Marocco, che ci ha invitati a bere un tè in una casa del paese dove siamo stati accolti con grande ospitalità dalla famiglia di un certo Bebe. Successivamente arriviamo a Meknes in una radiosa giornata e il camping d’Agdal è strategicamente dislocato: con una breve passeggiata si raggiunge il bacino d’Agdal e i granai di Heri es-Souani, dove sono state girate alcune scene del film “L’ultima tentazione di Cristo”. Distante, ma non troppo,la Medersa Bou Inania, Piazza el-Hedim con l’imponente porta di Bab el Mansour che abbiamo raggiunta a bordo di una posticcia carrozza. Il 12 marzo eravamo a Fes, dove abbiamo girato per la Medina con varie botteghe di un artigianato da noi ormai scomparso, e con la guida di un ragazzino abbiamo visitato mederse e concerie. La notte l’abbiamo passata vicino l’ingresso principale Bab Bou Jeloud. L’indomani, accompagnati da un sole sfavillante, siamo giunti a Moulay Bousselham, splendida laguna coperta da una coltre di nebbia. Dopo una giornata trascorsa nell’umidità totale decidiamo di ripartire per Larache dove ritroviamo sole e bel tempo, poi sostiamo ad Asilah . Il 17 marzo partiamo per Kenitra e dopo aver passato diversi giorni sotto la pioggia decidiamo di dirigerci verso Tangeri per rimbarcarci e giungere a Tarifa Siamo di nuovo in Europa! Vicino al porto c’è un vecchio fortino sotto le cui mura si può pernottare tranquillamente. Siviglia, Granata, Murcia, Denia,Valencia, Tarragona, Barcellona, Gerona, L’Escala, sono le tappe successive per il passaggio della frontiera con la Francia. Infine da S.Maria le Mair giungiamo a Roma dopo aver fatto un pernottamento a Savona. I giorni di viaggio sono stati 62 per un totale di 12000 chilometri percorsi. Aggiungo qualche appunto sui costi sostenuti: € 1063 (benzina); € 120 (autostrade); € 240 (traghetto A/R); € 1617 (spese varie); per un totale di € 3093. Autore: Walter Pisani
Pubblicato Giovedì 01 giugno 2006 |
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Punteggio Medio: 3.2 Voti: 5

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