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Marocco 2009 - Dakhla e il Tropico del Cancro (seconda parte)

Viaggi all'Estero
11/3
Lasciamo la laguna per ritornare verso Layounne. Abbiamo preso tanti appunti, se vogliamo ritornare qui dobbiamo attrezzarci in modo diverso. E ripercorriamo a ritroso i 350 chilometri che ci separano da Cap Boujdour, non troviamo anima viva ed il panorama è completamente piatto, dopo 130 km troviamo il primo distributore che è senza gasolio, poi dopo altri 150 chilometri l’altro distributore che, fortunatamente ce l’ha. Il gestore prima di venire da noi va ad attaccare la corrente che mette in moto la pompa per la distribuzione del gasolio, facciamo il pieno e proseguiamo, lungo la strada vediamo una grande barca utilizzata come insegna per un paese di pescatori sappiamo che è possibile fermarsi a fare camping sauvage ma decidiamo di andare avanti. Arriviamo al campeggio di Cap Boujdour, facciamo una bella doccia, ri-laviamo con la lavatrice i nostri vestiti, ci colleghiamo in internet con nostro figlio e, per cena, ordiniamo una succulenta tajna.
 

12/3
Stanotte ha fatto veramente tanto caldo. Alle 12,30 mentre ci prepariamo del pesce al carbone vediamo arrivare una nuvola nera…è uno sciame di libellule che, spinte dal vento caldo del vicino deserto, sono venute a ripararsi vicino all’oceano. Il pomeriggio non ci è permesso telefonare a casa poiché non abbiamo credito a sufficienza nel cellulare, il gestore del campeggio non ha schede per la ricarica ed il centro è distante, i nostri cellulari con scheda italiana non prendono…siamo quindi fuori dal mondo non possiamo chiamare né essere chiamati. Non importa, domani, quando si passerà dal centro di Cap Boujdour e si comprerà la scheda per la ricarica.
 
13/3
La strada che da Cap Boujdour porta a Layounne oltre che monotona è piena di buche provocate dalla pioggia che , in alcuni punti, ha fatto straripare i fiumi (Oued) che corrono ai lati invadendo la strada in più parti. Unici attori di un panorama monotono sono i branchi di dromedari che pascolano liberamente in questo deserto di sassi. Finalmente arriviamo nella falesia sopra Oued Ma Fatma dove è possibile fare campeggio sauvage . C’è la possibilità di rifornirsi di acqua potabile pagando 15 dh al gestore di questo parcheggio e si possono scaricare le acque scure in buche profonde. Il posto è bello, da qui si domina l’oceano ed è un posto eccellente per la pesca dei famosi pesci courbine. Mentre andiamo a vedere alcuni campeggiatori che sono a pescare uno ci viene a salutare : è un italiano che risiede in Germania ed è venuto qua a trascorrere alcuni mesi. Ci dice che la settimana prima qui si è scatenato un uragano, infatti verso le due di notte si è alzato un forte vento con pioggia,sabbia, tuoni e lampi , molti campeggiatori, impauriti da questo evento improvviso, sono scappati velocemente lasciando anche alcune parabole per terra. La tempesta è durata mezz’ora ma molto intensa …ecco..ora si capisce perché la strada , in più punti, era coperta da uno strato di sabbia portata dai fiumi che avevano invaso la sede stradale ed anche piccoli laghetti che si sono formati ai lati della strada; tutto questo all’andata non c’era…insomma avevamo visto un panorama diverso. Nel pomeriggio vediamo arrivare i nostri amici italiani, conosciuti a Dakhla, che ripercorrono la strada del ritorno verso casa. Il sole talvolta viene coperto da nuvole ma il vento che si alza abbastanza forte dalla parte del mare pulisce tutto e fa ritornare il sole che splende alto nel cielo. Alle 18,30 tutti dentro i camper aspettando la notte mentre fuori il buio più completo avvolge la falesia.
 
14/3
Mentre ci prepariamo il caffè vengono a salutarci i nostri amici perché entro il 21/3 devono essere fuori dal Marocco e quindi partono per Agadir. Prendiamo il caffè insieme, scambiamo qualche parola, gli indirizzi e ci diamo appuntamento in Italia. Ad un certo punto vediamo arrivare dal deserto una nuvola gialla, si è alzato il vento e non promette niente di buono. Un camperista francese incomincia a urlare tempesta, tempesta , chiude tutte le finestre e si barrica dentro, altri fanno la stessa cosa. I pescatori fuggono via e rientrano nei loro camper e così facciamo anche noi. Arriva la sabbia però il vento cambia direzione e la nuvola si volge verso nord . Il cielo ritorna sereno e così rimane per tutta la giornata che trascorriamo in cima alla falesia leggendo un buon libro.
 
15/3
Partiamo presto per andare a Guelmine , anzi nell’oasi di ASRIR dove l’anno scorso abbiamo conosciuto il pittore che ci ha dipinto gli specchietti del camper. Arriviamo in città, facciamo sosta per il pranzo e poi alle 14 andiamo verso l’oasi, a casa del pittore. Arriviamo e dalla casa escono tutti per salutarci. Lui, la moglie e i suoi quattro figli, baci, abbracci. Ci invitano a fermarsi da loro e ci accolgono nella loro modesta casa. Andiamo nella stanza con i tappeti e i cuscini, ci sediamo ! e incominciamo a discorrere. Il padrone di casa ci invita a condividere con loro il loro pasto mentre la moglie mette nel grande tavolo rotondo un enorme cuscus . Poi porta una brocca con del latte (quello che resta dopo averlo lavorato e cioè il siero che non ha più alcun valore energetico) Noi non partecipiamo al pranzo abbiamo già mangiato, loro ci capiscono e ci liberano dall’impegno e restiamo in loro compagnia. Il padrone di casa ci dice che si tratta di cuscus di dromedario (stomaco di dromedario), la parte più energetica e più saporita, Mary, come al solito, non resiste alla tentazione e chiede di poterlo assaggiare. Tutti, per finire, prendono una parte del cuscus avanzato ,quello senza carne, lo mettono in una tazza lo innaffiano con il siero di latte e poi lo mangiano come fosse un dessert. Nel frattempo arrivano tutti i vicini di casa che ci salutano; tutti sono contenti e orgogliosi della nostra visita e accettano volentieri le fotografie che anno scorso avevamo scattato sia al pittore che ai bambini. Vogliono che si rimanga lì da loro per la sera a dormire davanti alla loro casa, non restiamo, li salutiamo ma diciamo loro che il prossimo anno resteremo anche perché abbiamo intenzione di portare ai loro bambini un po’ di vestiario. Ritorniamo verso Guelmine che superiamo per andare alle terme di Aybanou dove potremo trascorre la notte.
Arriviamo e restiamo sorpresi di trovare- oggi però è domenica- una grande folla dentro lo stabilimento delle terme. Ci sono 2 stabilimenti uno solo per gli uomini e uno solo per le donne. Nello stabilimento degli uomini, che rimane aperto 24 ore è possibile dalle 19 alle 6 di mattina, solo per gli europei entrare nella piscina termale e fare il bagno. L’albergo, con ristorante annesso, ha delle belle camere dove poter ospitare i turisti ad un prezzo ragionevole(250 dh per camera con 1 letto matrimoniale e un lettino piccolo), mentre all’ingresso delle terme c’è un piccolo bar che viene preso d’assalto dai tanti turisti domenicali e ce ne sono tanti (tutti uomini). Verso sera arrivano le donne che erano alle terme a loro riservate si mettono ai tavolini, prendono una bibita ed aspettano che i loro uomini escano dalle terme per fare ritorno a casa. La sera prenotiamo per cena un gustosissimo cuscus al pollo che ci viene portato direttamente al camper .
Fa molto caldo, la notte con 34 gradi dentro il camper facciamo fatica a riposare.
 
16/3
Decidiamo di trascorrere ancora un giorno qui in questo campeggio. Facciamo una bella doccia con acqua termale a 39 gradi. Oggi non c’è più la confusione della domenica comunque nel corso della giornata sono venuti tanti uomini per fare il bagno alle terme. Alcuni camperisti francesi vanno a farsi fare i massaggi. Chiediamo informazioni all’ingresso delle terme e veniamo a sapere che l’ingresso per i bagni costa 10 dh mentre i massaggi per la circolazione costano 100 dh. L’anno prossimo, se ritorneremo faremo anche noi una bella seduta di massaggi. Trascorriamo tutta la giornata sotto un sole caldissimo, la sera ceniamo con una tajna di carne e…non riposiamo per niente a causa del caldo.
 
17/3 - 24/3/09
Arriviamo a Sidi Ifni dove trascorreremo 8 giorni mangiando pesce e frutta a volontà. Le giornate scorrono lentamente, la mattina andiamo in città a comperare il pesce per il pranzo. Alle 17, dopo aver preso il sole ritorniamo in paese per comperare la frutta, il pane le paste per la colazione ed il pesce per la cena, ma prima di rientrare facciamo la solita merendina: ciambelle fritte fritte su piatto di plastica condite con zucchero. Ritorniamo al campeggio, ci colleghiamo in internet e parliamo con i nostri figli.
Qui a Sidi Ifni, come in tutto il resto del Paese è un continuo lavorare, Riparano le strade, costruiscono tante case, c’è un gran movimento in corso. Sicuramente entro pochissimi anni qui sarà tutto cambiato. Mentre siamo qui a goderci il caldo del Marocco riceviamo due brutte notizie: è morto il cognato di Antero, e nostro nipote, non diventerà padre (era in attesa di un figlio).
 
25/3
Andiamo a Tiznit sperando di trovare i nostri amici francesi con i quali per 2 anni ci siamo ritrovati in Marocco durante il nostro girovagare. Durante l’estate scorsa abbiamo saputo che entrambi dovevano sostenere degli accertamenti sanitari e poi sottoporsi ad interventi chirurgici e di seguito a terapie intensive. Siamo stati sempre in contatto aggiornandoci sulla loro salute e su come stavano. Finalmente i primi giorni di gennaio 2009 ci hanno comunicato che tutto si era risolto per il meglio e che il dottore li autorizzava a ritornare in Marocco. Con una ultima e-mail (che leggiamo in Marocco) ci avvisano che partiranno il 3/3 fermandosi a Tiznit per almeno 20 giorni. Speriamo di trovarli e, arrivati all’ingresso del campeggio, mentre consegniamo i documenti ecco che vediamo i nostri amici i…che fortuna, se avevamo fissato un appuntamento sicuramente non eravamo così precisi.
 
26/3
Sole e caldo andiamo a cercare un artigiano che fa tavoli in ferro, purtroppo non sono come vogliamo noi e dobbiamo rinunciare all’acquisto. La giornata passa velocemente, il pomeriggio andiamo a ritirare i sandali e poi, poiché siamo ospiti dai nostri amici, ci prepariamo per andare con loro al ristorante. A tavola, tra una pietanza e l’altra ripercorriamo i momenti trascorsi assieme e ci ripromettiamo di rivederci.
 
27/3 – 28 e 29/3
Volevamo andare verso Guelmine ma abbiamo visto che il tempo minaccia pioggia per 3 giorni, quindi decidiamo di andare ad Aglou Plage, in riva all’oceano sperando che il vento trasporti lontano le nuvole previste. Salutiamo i nostri amici che ci fanno le fotografie di rito e partiamo.
Il tempo è bello, il sole caldo ci permette di stare in costume.
 
28/3
Anche stamane c’è il sole ed è caldo; abbiamo fatto bene a cambiare itinerario e venire qui. Ci sentiamo con i nostri amici di Sidi Ifni e Tiznit i quali ci dicono che da loro sta piovendo, infatti vediamo all’orizzonte avvicinarsi tante nuvole che potrebbero far piovere anche da noi.
Il pomeriggio andiamo in riva all’oceano a fare una lunga passeggiata , la sera telefoniamo a casa ai figli che sono a cena dal fratello di Antero; intanto le nuvole si sono accavallate sopra di noi e ,alle 21 piove con tuoni e lampi , meno male che dura solo 15 minuti.
 
29/3
Appena alzati telefoniamo a nostro genero che oggi compie gli anni è entrata in vigore l’ora legale e mentre qui sono le 8 , in Italia sono le 10. Trascorriamo la giornata al sole anche se spira un vento fresco che porta pioggia anche nelle isole Canarie. Domani andremo verso la montagna .
 
30/3
Anno scorso quando siamo stati ad Amtoudi avevamo fatto alcune fotografie ad una ragazzina che ci aveva accompagnato nella nostra visita all’Agadir e alle sorgenti del fiume e le avevamo promesso che, se ritornavamo, le portavamo alcuni vestiti e le fotografie. Arrivati al campeggio chiediamo al gestore se riconosce nella foto la ragazza e ci dice che si trova nel primo villaggio oltre i fiume. Andiamo a cercarla, giunti in riva al fiume, ora asciutto, vediamo vicino ad un alberghetto alcuni ragazzi che stanno giocando. Facciamo vedere le loro foto e… pensate un po’! uno di quei bambini è il fratello di Malika la bambina che cercavamo, certo che ne abbiamo avuto di fortuna! Ci accompagna alla sua casa(casa è un eufemismo, non siamo nemmeno riusciti a scattare una fotografia vista la miseria dell’ambiente in cui vivono)..e troviamo Malika che, assieme alle sue tre sorelle di cui una piccolissima (il fratello più grande lavora a Marrakech), stanno sdraiate sui tappeti in una stanza completamente buia. Ci riconosce e ci fa tante feste, chiama la mamma che sta cuocendo il pane . Ci ringrazia per essere venuti a portare le foto e vuole contraccambiare , ci offre la metà del pane che ha cotto per loro ed un sacchetto di datteri. Sono poveri, anzi miserevoli, ma sono di cuore, quello che possiedono lo dividono volentieri con chi è loro amico.
Facciamo venire vicino al camper (dentro il campeggio per i bambini del posto è proibito) le tre sorelle, gli diamo le fotografie, i vestiti, le scarpe e l’aspirina perché quella più grande ha la tosse ed il raffreddore e non hanno nemmeno la possibilità di comperare le medicine per stare meglio. Mentre siamo insieme che facciamo le foto, arriva il gestore del campeggio che scaccia in malo modo i ragazzi che fuggono terrorizzati. Il gestore del campeggio , come previsto dal regolamento della polizia, non deve permettere che vengano disturbati i turisti, tantomeno dai bambini.
Il pomeriggio si alza un forte vento freddo che fa traballare il camper tanto che pare di essere a capo Nord. 
 
31/3
Prendiamo la strada che ci conduce a Tata, attraversiamo questa parte dell’anti Atlante siamo sempre sopra i mille metri. Il vento ha smesso di soffiare e fa molto caldo , entriamo nel campeggio che è pieno di camper francesi. Da uno di loro che era ad Amtoudi   esce una coppia che si presenta e con la quale facciamo quattro chiacchiere. Si proprio chiacchiere poiché la donna è originaria di Napoli e parla ancora napoletano. Abitano a Bordeaux, hanno 2 figli come noi ma non hanno nipoti.
 
1-2/4
Stamane facciamo una lunghissima passeggiata fuori della città di Tata e notiamo che quasi tutti gli abitanti sono di carnagione scura (come abbiamo trovato a Dakhla) , le donne hanno gonne coloratissime, tramate con fili colore oro e argento e di vari colori come il celeste, il verde chiaro, il blu cobalto e tutte con il velo nero . Quando arriviamo alle mura che circondano la città di Tata vediamo , in fondo ad un vicolo sterrato, una grande porta di ferro tutta colorata. Ci avviciniamo e la troviamo aperta; chiediamo ad alta voce il permesso per entrare ma una donna che ci fa segno di no. Cerchiamo di far capire che vogliamo vedere solo il mosaico che circonda la fontana nel patio. Sbotta poi ci sorride e ci fa segno di entrare. Intorno al patio ci sono le stanze delle donne e sono tutte decorate di mosaici. Tutto è in ordine, le stanze , molto piccole, sono ricoperte di tappeti e sopra i divani cuscini di mille colori. Ci accompagna per i vari corridoi ed infine passiamo una porticina in ferro e ..siamo sopra il fiume (quasi asciutto) da qui possiamo godere di un panorama particolare, davanti a noi la vecchia città di Tata. Facciamo ritorno al campeggio dove trascorriamo la giornata in compagnia dei francesi.
 
3/04
Partiamo e da Tata entriamo in una meravigliosa valle che ci conduce fino a Igherm,proseguiamo poi per una strada di montagna per arrivare a Taliouline. Il panorama e bellissimo, valeva la pena essere passati di qua. A Taliouline, si trova un grande Agadir completamente restaurato , noi decidiamo di andare subito al campeggio in quanto nel 2008 abbiamo visitato accuratamente sia il sito storico che la città. La sera riguardiamo con attenzione la cartina perché domani vogliamo andare a Marrakech facendo il valico del Tizn-test (più basso del tizn.ticha ma molto, molto più ripido, stretto e pericoloso)
 
4/04
Partiamo alle 9 , ci dirigiamo verso il valico che permette di raggiungere Marrakech in 170 km mentre passando da Taraoudant ne occorrono almeno 340 chilometri.
La strada inizialmente sembra bella e buona, poi invece diventa stretta, ripida e piena di buche. Speriamo, ad ogni curva, di non trovare veicoli che scendono perché saremmo in grosse difficoltà. La strada scorre senza guardrail (e cosa sono!!!!) su precipizi , curve,curve e curve . Arriviamo quasi in cima al passo e troviamo un cartello che indica una sporgenza di roccia con una   altezza massima di 3 metri. Siamo angosciati, dopo tutta questa strada, ritornare indietro sarebbe il massimo. Ci avviciniamo piano piano nel punto dove la roccia incombe, ci spostiamo sul ciglio della strada proprio al bordo del precipizio; lentamente e con la massima attenzione, vuoi per non cascare di sotto, vuoi per non sbattere con il tetto del camper, riusciamo a passare. Scariche di adrenalina continue, però che panorami! Sopra di noi le montagne sono innevate, i grandi prati sono ricoperti di fiori gialli. Al valico, a 2100 metri , il piccolo ristorante offre la possibilità di sosta, noi lo superiamo perché vogliamo scendere velocemente. Ma la strada, anche se più larga e meno pericolosa, è ancora piena di curve. Quando arriviamo a quota 1200 e siamo nella valle che conduce a Ouirgane compare dalla montagna un torrente che man mano che scendiamo si ingrossa fino a diventare un lago (hanno fatto una diga). Alcuni chilometri dopo Ouirgane, facciamo una piccola deviazione per andare a vedere l’unica Moschea (dopo quella di Casablanca) che possiamo visitare. Grandiosa e bellissima vale la pena di arrivare fino qui. La strada poi riprende a salire, superiamo Asni e vorremmo andare a vedere le piste da sci di Oukaimeden ma abbiamo davanti a noi circa 60 chilometri prima di arrivare a Marrakech; e qui arriviamo alle 17 (dopo circa 8 ore di viaggio per 170 km!!!.).Non c’è posto alla Koutoubia perché, con la settimana Santa, sono venuti tantissimi spagnoli. Ripieghiamo per un posteggio accanto ai giardini. E andiamo in centro, mamma mia che confusione; molta più degli anni passati, nella piazza gremita all’inverosimile si svolge anche un festival della canzone. Noi, al solito, ceniamo nei famosi banchi nella piazza Jemaa El Fna e facciamo notte con il frastuono dei venditori.
 
5/04
Lasciamo Marrakech e la sua confusione e andiamo verso Safì. Nella zona industriale facciamo sosta presso una ditta che fa tavoli in stile per vedere di acquistarne uno ma non ce ne sono di pronti, facciamo alcune foto di quelli che più ci piacciono e pensiamo di ordinarlo al nostro ritorno in Italia tramite e-mail. La strada scorre in mezzo a campi di grano dove una moltitudine di donne provvedono, prima della mietitura, ad estirpare le erbacce. A Safì ci fermiamo al supermercato Marjane per ricostituire un po’ di scorte, poi proseguiamo per la strada costiera fino a raggiungere Oualidia, dove posteggiamo in riva alla laguna.
 
6/4
Proseguiamo verso il nord perché abbiamo deciso di trascorrere alcuni giorni in Portogallo e dopo in Spagna. Arriviamo presto a El Jadida, distante pochi chilometri, fa molto caldo e ne approfittiamo per pulire il camper e fare il bucato.
 
7/4
La mattina andiamo in centro e mentre attraversiamo la piazza principale ecco che ci viene incontro un giovanotto salutandoci con la mano…….è il barbiere che anno scorso ha fatto i capelli ad Antero. Abbracci e saluti di benvenuti …poi, anche se non ne ha bisogno Antero decide di approfittare per tagliare “a forbice” i capelli. Il barbiere contento si impegna al massimo e con cura lava,taglia e asciuga. Sono le , andiamo nel Mellah e notiamo, come abbiamo visto anche in altre città, che ci sono scrivani pubblici che seduti ad un piccolo tavolino aspettano chi vuole farsi leggere o chi vuole farsi scrivere una lettera. A pranzo andiamo vicino al porto dove ci gustiamo un meraviglioso cus-cus ed una splendida tajna di pesce (anzi per la precisione, dato che abbiamo mangiato tantissimo cus-cus, la Tajna ce la facciamo mettere in un contenitore e la portiamo al camper per la sera).
 
8/4
Ancora tanto sole mentre invece la televisione spagnola annuncia vento, grandine e neve in gran parte della Spagna. Incominciamo a mettere via la roba estiva. Via i costumi, i calzoncini corti, le ciabatte e teniamo pronto il vestiario più pesante.
 
9/4
Facciamo sosta nella laguna di Moulay Bousselham dove possiamo fare una bella doccia calda e cambiare i vestiti.
 
10/4
Oggi è il compleanno di Mary e lo festeggiamo ad Asilah. Ci sono tantissimi camper, molti sono di spagnoli che approfittano delle festività pasquali per venire in Marocco. Il tempo è bello, ma per noi la vacanza in Marocco volge al termine e…siamo dispiaciuti. Si andremo in Portogallo e dopo in Spagna ma……….   Insomma qui fa caldo , invece in tutta Europa non fa che piovere e fare freddo.
Prepariamo l’itinerario di visita del Portogallo e decidiamo di visitare attentamente tutto l’Alenteio, poi Lisbona, Fatima e su su fino ad arrivare a Santiago de Compostela (Spagna) e percorrere la strada del Cammino di Santiago facendo le soste nei vari monasteri e fino a raggiungere, via Pamplona i Pirenei e Lourdes e…..piano piano rientrare a casa in Italia.
 
11/4
Basta, abbiamo deciso! Andiamo a Tangeri a prendere il traghetto che ci porta in Spagna; lasciamo l’Africa alle 11,30. Dalla nave vediamo davanti a noi il cielo terso dell’Africa mentre nuvole nerastre formano una cappa sul porto di Algeciras. Il nostro viaggio fino al Tropico del Cancro è proprio finito.............per ritornare a casa passeremo dal Portogallo, dalla Spagna e dalla Francia………………….ma questa è un’altra storia!!!!!


Pubblicato Giovedì 24 dicembre 2009
 
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